La musica è un linguaggio universale che può favorire, più di qualsiasi altra espressione artistica, il dialogo fra culture differenti. In questa ottica, il concerto previsto martedì 26 agosto (piazza dei Corallini, ore 21,30: in caso di maltempo si terrà nella Chiesa di San Giovanni Battista) nell’ambito del Festival Internazionale di Musica da Camera (in collaborazione don il FAI) assume un significato che va oltre al pur fondamentale valore artistico in sé. Protagonisti saranno infatti il violinista e direttore Michael Barenboim e l’Ensemble Nasmè. E il programma metterà insieme pagine della nostra cultura europea insieme a brani provenienti dalla Palestina.
Il pubblico potrà ascoltare infatti il magnifico Quintetto per clarinetto e archi K 581 di Mozart e il Gran Quintetto per archi di Bottesini. E in apertura e chiusura di serata l’ “Andante Meditativo” per archi di Salvador ‘Arnita, pioniere del rinascimento musicale palestinese, nato nel 1914 e scomparso nel 1984 e “Palestinian songs and dances” di Kareem Roustom, compositore siriano-statunitense settantenne.
Figlio del grande direttore e pianista Daniel, Michael Barenboim è nato a Parigi e cresciuto a Berlino, ha studiato alla Hochschule für Musik und Theater Rostock sotto la guida di Axel Wilczok e filosofia all’Università Paris-Sorbonne. Coltiva un particolare interesse per la produzione contemporanea, ma vanta un repertorio quanto mai ampio.

Nasmé in arabo significa “brezza” e questo gruppo dall’anima profonda porterà sul palco cinque incredibili musicisti palestinesi (Hisham Khoury, violino, Katia Abdel Kader, viola, Soheil Kanaan, violoncello, Ibrahim Alshaikh, clarinetto e Fadwa Qamhia, contrabbasso) con la loro interpretazione di brani della musica classica europea. I musicisti provengono da diverse zone della Palestina storica, uniti in un’armonia che sfida ogni ostacolo – spesso impossibile da realizzare a causa di limitazioni politiche – eppure sono riusciti a formare questo ensemble e a realizzare il sogno di eseguire i loro brani classici preferiti davanti a pubblici in tutta Europa. Nasmé è già apparso sulla televisione nazionale italiana (Rai 3). Ha effettuato una tournée nelle Isole Canarie nel gennaio 2025 con cinque concerti indimenticabili, entrando in contatto anche con la comunità palestinese locale in occasione di questi eventi. Nasmé si esibisce regolarmente in concerti di beneficenza organizzati da Make Freedom Ring for Palestine, in particolare nel gennaio 2025 a Berlino.
La musica può fare molte cose diverse e avere significati diversi per persone diverse. Può offrire conforto a chi è in lutto. Tuttavia, non può affrontare le questioni politiche di occupazione, oppressione, sfollamento e spossessamento che sono culminate nel genocidio in corso a Gaza; dobbiamo fare il possibile affinché la comunità internazionale agisca secondo i propri obblighi per prevenire e punire il genocidio. Nel frattempo, con Nasmé, mettendo in mostra la creatività, l’arte e la competenza palestinese, contribuiamo a smentire la narrativa disumanizzante sui Palestinesi ancora molto diffusa in Occidente. (Michael Barenboim)
Tutti i Palestinesi condividono il desiderio di libertà. Per noi, eseguire musica classica è sia un’espressione di tale libertà sia un modo per contribuire a questa tradizione. Oggi, il modo più significativo per sostenere gli artisti palestinesi è dare loro piattaforme per esprimersi. In questo modo, la nostra arte può essere vista, apprezzata e compresa. L’arte ha sempre avuto il potere di immaginare come potrebbe apparire la libertà per gli oppressi, e nel creare, stiamo già vivendo quella libertà. (Fadwa Qamhia)
Michael Barenboim e l’Ensemble Nasmè hanno aderito all’invito da parte del Festival di partecipare a un incontro pomeridiano (lo stesso giorno del concerto, ore 17, Oratorio di Santa Caterina) con gli studenti e gli spettatori eventualmente interessati per rispondere a loro domande e riflettere sul programma proposto. Una bella occasione per confrontarsi, in questo caso, anche su esperienze musicali così differenti. L’ingresso è libero.
