La grande attesa per Tosca, andata in scena ieri sera al teatro Carlo Felice, è finita. Titolo di grande richiamo, ha suscitato grandi aspettative nel pubblico che affollava la platea.
Punto di forza dello spettacolo è stato l’allestimento dell’Opera di Roma del 2015: un rifacimento filologicamente rigoroso delle scene che nel 1900 Adolf Hohenstein ideò per il debutto ufficiale dell’opera il 14 gennaio 1900, trasportando il pubblico in un’atmosfera piena di fascino.
La regia di Alessandro Talevi, ripresa da Anna Maria Bruzzese, si è rivelata sobria ma efficace, evitando eccessi interpretativi e lasciando spazio alla forza teatrale del libretto.
Sul piano musicale Tosca presenta non poche complessità sia per l’esuberanza della massa orchestrale sia per la tecnica vocale richiesta agli interpreti. Sul podio, Giuseppe Finzi ha cercato di condurre in modo equilibrato buca e palcoscenico, pur con qualche difficoltà in particolare nel secondo atto in cui il concertato esterno tendeva a sovrastare il dialogo dei personaggi in scena.

Più coinvolgenti e appassionanti le arie più celebri e di grande effetto scenico le parti corali curate dal Maestro del coro Claudio Marino Moretti e dal Maestro del coro di voci bianche Gino Tanasini.
Carmen Giannattasio, nei panni di Tosca al posto di Anastasia Bartoli, è stata applauditissima in “Vissi d’arte” e ha restituito con solidità la passionalità e drammaticità del personaggio. Giorgio Berrugi, invece, nel ruolo di un generoso Mario Cavaradossi, ha convinto il pubblico in “E lucevan le stelle”, meno in altre parti. Luca Meachen, Scarpia, ha mostrato una vocalità ordinata sebbene molto composto a dispetto della malvagità del suo personaggio. Applausi anche per: Luca Tittoto (Angelotti), Fabio Maria Capitanucci (Spoletta), Franco Cerri (Sciarrone), Loris Purpura (un carceriere) e Angelica Battarino (un pastorello).
Repliche da stasera fino al 19 aprile.
