Teatro Nazionale: ecco la stagione del 75°

Il Teatro Nazionale si appresta a festeggiare i suoi primi 75 anni di vita. Era il 1952 quando si alzava per la prima volta il sipario e da allora il nostro massimo teatro di prosa ha costruito una storia di grande spessore fatta di spettacoli classici e contemporanei, ma anche di impegno etico e civile, di titoli “necessari”, nella consapevolezza (oggi ancor più che nel passato) che la funzione di un teatro debba andare oltre il puro divertimento per far riflettere sui grandi temi dell’uomo, favorendo lo scambio di idee e la “crescita” culturale della società.

Un’avventura che ha avviato Ivo Chiesa affiancato da Luigi Squarzina e che poi hanno portato avanti con intelligenza e passione Carlo Repetti e Marco Sciaccaluga per lasciare successivamente l’eredità a Angelo Pastore e da questi, nel 2020, a Davide Livermore.

Artista eclettico e coinvolgente Livermore sa trasformare in spettacolo anche una conferenza stampa. Con lui la presentazione di una nuova stagione diventa un evento fra parole, filmati, interventi a più voci di attori e sottofondo musicale (anche se questo, spesso diventa eccessivo e un po’ fastidioso).

Questa mattina, dunque, in una maratona durata circa due ore e mezza, è stato presentato il nuovo cartellone che fra produzioni e spettacoli ospiti prevede settantacinque titoli.

Con Livermore c’era il presidente Alessandro Giglio, al suo ultimo impegno istituzionale perché in scadenza. E c’era anche la direttrice artistica Junior Princess Isatu Hassen Bangura, una nuova figura voluta dal Ministero e incaricata di lavorare nell’ambito del teatro under 35: attrice, autrice, danzatrice, la giovane artista è un sicuro talento e sembra un ottimo acquisto da parte del teatro genovese.

Davide Livermore

 

Il tema centrale del cartellone, sottolineato da Livermore  è l’idea di un teatro che sia ancora e sempre un luogo di appartenenza. Ispirandosi al primo spettacolo in cartellone (Orlando furioso da Ludovico Ariosto, regia dello stesso Livermore, dall’8 ottobre) “Andiamo sulla Luna non per fuggire, ma per riportare a terra la lucidità di un pensiero condiviso”, recuperare, insomma, il senno, in un’epoca come la nostra in preda alla follia. Ma un altro tema conduttore è fondamentale: lo spazio ai giovani testimoniato appunto dalla presenza di Princess Isatu Hassan Bangura. Diversi spettacoli sono firmati da artisti under 35, una scommessa sul futuro per un teatro che, pur con solide radici nella storia, vuole evolversi facendo proprie le tematiche e le esigenze delle generazioni più giovani.

Il Cartellone

Sarà dunque Orlando furioso di Ludovico Ariosto il titolo d’apertura della nuova stagione del Teatro Nazionale di Genova. La regia porta la firma di Davide Livermore che può contare su un cast eccellente quasi tutto al femminile, con Anna Della Rosa, Linda Gennari, Mariangela Granelli, Laura Marinoni.

Princess Isatu Hassan Bangura

 

Il 13 ottobre alla Sala Mercato primo titolo del cartellone under 35: Blinded by Sight Edipus. Il corpo conosce prima della vista, una esplorazione del mito di Edipo di e con Princess Isatu Hassan Bangura.

Gli altri titoli che coinvolgono i giovani sono Uno spettacolo gigantesco (Sala Mercato, dal 28 al 31 luglio) di Alice Sinigaglia, Mio padre è Sylvester Stallone(Sala Mercato dal 3 all’8 novembre) di Leonardo Ceccanti, regia di Matteo Ceccantini, con Davide Niccolini, Starman la vera storia di Leon Skum (Teatro Modena, dal 10 al 15 novembre) di e con Pietro Giannini e Fedra (Teatro Duse, dal 23 al 28 febbraio) di Ghiannis Ritsos, regia di Francesco Biagetti con Elisabetta Pozzi.

Per quanto riguarda le altre produzioni dal 13 al 18 ottobre il Duse ospiterà Don Giovanni di Moliere, adattamento e regia di Carlo Sciaccaluga con Simone Toni e Enzo Paci. Lo spettacolo, basato sulla traduzione di Edoardo Sanguineti, debutterà in prima nazionale l’8 luglio al Festival di Borgio Verezzi.

Linda Gennari

 

Analogo debutto anche per Ci vediamo all’alba di Zinnie Harris con Anna Della Rosa e Linda Gennari, in scena al Duse dal 27 al 1° ottobre.

Gli spettatori più attempati ricorderanno come uno degli spettacoli più straordinari del Teatro Nazionale I due gemelli veneziani con Alberto Lionello e la regia di Squarzina, al debutto nel 1963 e poi ripreso diverse volte negli anni successivi. Quel bellissimo testo verrà ora rimesso in scena dal 4 al 21 marzo da Tullio Solenghi nel doppio ruolo di protagonista e regista accanto a Roberto Alinghieri, Barbara Moselli, Mauro Pirovano, un gruppo che si è magnificamente collaudato in questi anni nelle commedie goviane.

In aprile il Modena ospiterà Romeo and Juliet da Shakespeare con la regia di Elena Dragonetti, mentre fra le riprese si può segnalare il ritorno di Lu santo jullare Francesco di Dario Fo (regia di Giorgio Gallione, con Ugo Dighero, Teatro Modena dal 18 novembre) e Equus di Peter Shaffer, regia di Carlo Sciaccaluga (Teatro Duse dal 4 dicembre).

Umberto Orsini

 

Infine fra gli spettacoli ospiti meritano una segnalazione Prima del temporale da un’idea di Umberto Orsini e Massimo Popolizio con lo stesso intramontabile Orsini in scena a dispetto dei suoi 92 anni (5 novembre, Teatro Modena), Platonov di Cechov, regia di Peter Stein con Maddalena Crippa (3 febbraio, Teatro Ivo Chiesa) e Dopo la prova di Ingmar Bergman regia e interpretazione di Gabriele Lavia.