Il Festival Teatrale di Borgio Verezzi si appresta a spegnere 60 candeline. Un traguardo importante soprattutto considerando che l’80% degli spettacoli proposti in questi decenni sono state prime nazionali. Una vetrina, dunque, rilevante di produzioni che hanno poi calcato i palcoscenici nazionali nelle stagioni successive.
Tredici gli appuntamenti (10 dei quali in prima nazionale) ideati dal direttore artistico, l’attore Maximilian Nisi e ospitati in buona parte nella storica piazzetta di Sant’Agostino (Verezzi); alcuni saranno invece accolti nel Teatro Gassman (Borgio) in Piazza San Pietro (Borgio)e nel Torrione Medievale (Borgio).
Ad aprire il Festival, l’8 e 9 luglio in piazza Sant’Agostino, è il “Don Giovanni” di Molière, proposto nella traduzione di Edoardo Sanguineti. La regia è di Carlo Sciaccaluga, e saranno Simone Toni e Enzo Paci a dare corpo e voce al sogno di libertà del mitico seduttore e al contrappunto comico, e spesso feroce, del suo servitore Sganarello.

Il mito diventa invece storia contemporanea con “Elettra 1944” (11 e 12 luglio), un testo scritto e diretto da Giancarlo Nicoletti e interpretato da Pamela Villoresi, Giulio Corso, Francesco Foti e Alice Spisa, dove i personaggi e i temi della tragedia antica rivivono nell’epopea appassionante e drammatica di una famiglia lacerata dal conflitto nella Roma occupata dai nazisti.
Ma il tempo – che nel teatro vive attraverso il dialogo continuo tra passato e presente – è soprattutto trasformazione. Lo raccontano, da prospettive differenti, “L’inconveniente” di Juan Carlos Rubio (14 e 15 luglio), diretto da Luca Manfredi con Milena Vukotic, Giulia Fiume e Marco Grossi e “Terzo tempo” (17 e 18 luglio), tratto dal romanzo di Lidia Ravera, con la drammaturgia della stessa autrice ed Emanuela Giordano, che firma anche la regia, nell’interpretazione di Lucia Vasini e Paolo Hendel insieme a Viola Lucio e Marco Maravacchio. Due spettacoli che guardano all’età matura non come a un approdo, ma come a una stagione ancora aperta a cambiamenti, desideri e nuove possibilità.

L’identità, con le sue maschere e le sue metamorfosi, è un tema che percorre tutto il programma del festival. In “Tre variazioni della vita” di Yasmina Reza (21 e 22 luglio), diretto da Luigi Saravo con Ugo Dighero, Mariangeles Torres, Alberto Giusta e Laura Mazzi, una stessa serata viene raccontata da prospettive differenti, mettendo in discussione l’idea stessa di verità. E ancora più radicale è il viaggio attraverso quattro secoli di storia – cambiando identità, genere e destino – del protagonista di “Orlando, la commedia” (25 e 26 luglio), adattamento e regia di Giuseppe Dipasquale dal celebre romanzo di Virginia Woolf, con Viola Graziosi, Arturo Cirillo e David Coco.
Sul confine tra realtà e mistero insiste anche “Ci vediamo all’alba” di Zinnie Harris (28 e 29 luglio al Teatro Gassman), diretto da Davide Livermore con Anna Della Rosa e Linda Gennari. Ispirandosi al mito di Orfeo ed Euridice, il testo conduce lo spettatore in una dimensione sospesa, dove amore, perdita e memoria si fondono in un’atmosfera quasi magica.
Il viaggio vertiginoso dentro i meccanismi della coscienza e dello sguardo continua in “Huis Clos – L’inferno sono gli altri” di Jean-Paul Sartre (30 e 31 luglio), diretto dallo stesso Maximilian Nisi, con i giovani della Compagnia Il Barone Rampante: Gaia Capelli, Gaia De Giorgi, Iacopo Ferro e Pietro Ramello. Scenografia e costumi dello spettacolo saranno realizzati dalle allieve dell’Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova coordinate dalla scenografa Anna Varaldo. Coinvolgere sempre di più le nuove generazioni è, infatti, uno degli obiettivi più importanti della direzione artistica. In questo senso va anche la collaborazione avviata con l’ISS “Giovanni Falcone” della vicina Loano: gli studenti dell’indirizzo Grafica e Comunicazione dell’istituto hanno creato per ciascuno dei 13 titoli in cartellone una locandina originale, e i loro lavori saranno esposti in una Mostra aperta al pubblico durante il Festival.
Il sorprendente gioco tra identità e ruoli prosegue in commedia. Sia con la declinazione brillante e moderna dello spettacolo “Uno scherzo del genere” di Jade-Rose Parker (2 e 3 agosto) – diretto dal regista spagnolo Gabriel Olivares con Emanuela Grimalda, Gianluca Ramazzotti, Virginia Bonacini e Manuel Rosati – che con la comicità popolare, e ancora oggi esplosiva, della Commedia dell’Arte a cui si ispira “Scaramuccia” (5 e 6 agosto), uno spettacolo ideato e diretto da Marco Zoppello che introduce un altro elemento magico e rituale, quello della maschera.
In un’edizione dedicata all’incanto non poteva mancare uno dei personaggi più amati dell’immaginario italiano. Il 9 agosto il Torrione di Borgio ospiterà “Le avventure di Pinocchio raccontate da lui medesimo”, un omaggio al bicentenario della nascita di Carlo Collodi e alla forza inesauribile del racconto teatrale, diretto e interpretato da Flavio Albanese. A chiudere il percorso saranno altri due appuntamenti che guardano alle radici della nostra tradizione: “La cameriera brillante” di Carlo Goldoni (10 e 11 agosto), diretta da Ferdinando Ceriani con Franco Oppini e Miriam Mesturino, e “Rosso Veneziano. Goldoni vs Vivaldi” (13 agosto in piazza San Pietro), un racconto scritto e diretto da Mauro Canova ispirato ai “Mémoires” di Goldoni con la voce recitante di Maximilian Nisi e l’accompagnamento musicale dell’Ensemble MusAntica.
