Beatrice & Eleonora: un giovane duo illumina i Notturni della GOG

L’estate, come è noto, vede il moltiplicarsi di iniziative musicali nelle due riviere e nell’entroterra, a beneficio non solo dei liguri, ma anche dei tanti turisti che affollano i centri balneari. Da Cervo a Sassello, da Levanto a Carro è un pullulare di pianisti, violinisti, chitarristi e cantanti divisi fra classica e jazz, spesso all’insegna della contaminazione, termine sempre più di moda. Tuttavia anche chi rimane in città ha la possibilità di godere di qualche serata musicale. Fra le iniziative ormai consolidate si può citare il ciclo dei “Notturni en plein air”, giunto alla dodicesima edizione, organizzato dalla Giovine Orchestra Genovese in collaborazione con Palazzo Ducale. Quattro incontri dedicati al pianoforte nel Cortile Maggiore di Palazzo Ducale.

Ieri sera, per il concerto inaugurale il folto pubblico ha potuto ascoltare un duo pianistico a quattro mani di notevole levatura. Si tratta di Beatrice ed Eleonora Dallagnese: 26 anni, gemelle venete (praticamente identiche) sono assai più di due promesse.

Tecnica fluida, tocco elegante, attenta ricerca del suono, Beatrice e Eleonora hanno dalla loro anche un naturale affiatamento che si avverte nel modo di fraseggiare, di prendere i respiri, di graduare le dinamiche.

Qualità emerse totalmente in un programma alquanto interessante dedicato a Brahms e a Schubert.

Il primo ha aperto e chiuso. Di lui, in avvio, le due giovani talentuose artiste hanno offerto i 16 Valzer op. 39: pagine raffinate, quanto mai varie nella loro articolazione interna, fra momenti di fresca agilità e ripiegamenti melanconici come nel n. 15 fra i più eleganti, restituito dalle Dallagnese con incisivo trasporto.

Di Schubert si sono ascoltate tre Marce Militari che come è nel gusto viennese (si pensi alla Radetzky di Strauss senior) non hanno nulla di militaresco, ma sono assimilabili al mondo festoso della danza: letture incisive, brillanti applaudite dal pubblico.

Infine una selezione dalle Danze ungheresi di Brahms affrontate con piglio ed energia dalle due pianiste.

Applausi calorosi e un bis di Rachmaninov.

Alle atmosfere lunari sarà invece ispirato il recital di Sandro De Palma (giovedì 30 luglio) che eseguirà pagine di Beethoven (Sonata op. 27 n. 2 “Al chiaro di luna”), Debussy (“Clair de lune”, “La puerta del vino”), Decaux (“Clair de lune” n. 1) e Chopin  (Berceuse op. 57, due Notturni op. 27, Scherzo n.1 op. 20).

Il programma di giovedì 6 agosto offerto dal giovane pianista Dmitry Yudin (secondo premio al “Geza Anda” nel 2024) è contrassegnato da una varietà di suggestioni: si partirà dalla Ciaccona di Bach nella storica trascrizione di Busoni per passare poi a Poulenc (Napoli Suite), Griffes (Roman Sketches) e concludere con brani da “Années de pèlerinage” di Franz Liszt.

La conclusione sarà affidata il 13 agosto a Dario Bonuccelli, pianista ligure, docente al Conservatorio “Paganini”. Vario e ricco di interesse anche il suo menù con Chopin (Mazurca op. 6 n.1, Notturno op. 27 n. 2), Schumann-Liszt (Frühlingsnacht), Saint-Saëns-Liszt (Danse macabre), Debussy (Suite bergamasque) e Ginastera (tre Danze argentine). In programma anche, in prima esecuzione assoluta, “Danza Notturna” dello stesso Bonuccelli.