Uno dei temi forse più dibattuti in ambito culturale nel nostro tempo riguarda l’uso dei social. Amati da molti, avversati da altri, Instagram, Facebook, Tik Tok costituiscono oggi un mezzo di comunicazione rivoluzionario, prezioso e rischioso insieme. Come tante altre “invenzioni” del presente e del passato, dipende in realtà dall’uso che se ne fa.
Ad esempio, sempre più giovani musicisti si affidano a Instagram e a facebook per “promuoversi” e avvicinare pubblico.

“Tempo fa abbiamo pubblicato un reel dedicato alla Morte e la fanciulla di Schubert che ha ottenuto 6700 visualizzazioni su Instagram e 74.600 su facebook. Un dato che deve far riflettere”. A dirlo sono Francesca Giordanino (voce e violino) e Marco De Masi (violoncello) che nel 2017 hanno dato vita a un duo (Evolution Classical) particolarmente duttile nella scelta dei programmi. Ensemble in residence al Teatro Sociale di Camogli in questi ultimi anni hanno prodotto un significativo numero di concerti e hanno parallelamente avviato un lavoro continuativo sui social: “La gente – spiega la Giordanino – è interessata ad ascoltare la musica classica. E va sottolineato che sui social non vanno solo i giovani, ma anche persone di età più avanzata. Il 30% di coloro che ci seguono hanno più di 65 anni, un altro 30% è compreso fra i 55 e i 64 anni. Questo significa che esiste un pubblico interessato alla classica, bisogna catturarlo”.

Giordanino e De Masi sono dunque particolarmente presenti sui social non solo con esecuzioni musicali, ma anche con il racconto della vita quotidiana di un musicista. Formando una coppia anche nella vita e non solo nell’arte, il loro obbiettivo è quello di mostrare al pubblico la classica in un modo diverso: “Un nostro reel dedicato alla “bugia del talento” ha avuto 58.000 visualizzazioni. Noi ci raccontiamo, parliamo delle prove, di un passaggio che non riesce e che va ripetuto a oltranza, della fatica che sta dietro alla messa a punto di una esecuzione e il pubblico sente il discorso musicale più vicino, si abbatte la distanza fra platea e palcoscenico”.

Sulla stessa lunghezza d’onda, ma in un ambito diverso si muove anche Ines Aliprandi: “La mia attività sui social si è intensificata soprattutto nell’ultimo mese, quindi posso dire di essere ancora agli inizi di questo percorso. Non significa che prima non fossi presente online, ma utilizzavo i social in modo completamente diverso. Ho scoperto, in particolare su Instagram, che i contenuti che funzionano meglio sono spesso quelli didattici. E questa, a mio avviso, è una notizia molto positiva, perché significa che esiste un desiderio diffuso di imparare. Ho notato che non riguarda soltanto i più giovani: anche persone adulte e perfino in età avanzata dimostrano curiosità e voglia di acquisire nuove competenze. Sono cantante e pianista, con una formazione di solide basi classiche poi evolutasi soprattutto verso il jazz, anche se i contenuti che propongo possono essere utili a chiunque si interessi di musica moderna. Attraverso il mio profilo Instagram, Ines Aliprandi – Armonia per cantanti, condivido ciò che ho imparato negli anni di studio e di esperienza: armonia, arrangiamento, riarmonizzazione, improvvisazione, ear training e tutto ciò che può aiutare un cantante – ma non solo un cantante – a diventare più autonomo e creativo nel fare musica”.
Da decenni, come è noto, l’istituto del “concerto” è oggetto di dibattito e di discussione. Pensiamo alle provocazioni di John Cage che negli anni Sessanta del secolo scorso scandalizzava gli spettatori con un brano (4’33”) nel quale il pianista restava immobile per il tempo del titolo e i rumori o i suoni li produceva la platea imbestialita. Da allora periodicamente si parla di creare nuovi rapporti, mentre tanti Festival estivi un tempo monotematici si articolano in proposte differenziate (classica, folk, jazz, canzone d’autore) per assicurarsi una platea più ampia. Nonostante tutto, il rito del concerto resiste. E forse non è tanto importante cambiarlo, quanto trovare nuovi mezzi per richiamare un pubblico che esiste e va semplicemente stimolato in maniera differente.
