Applausi calorosi e prolungati, ieri sera a Palazzo Ducale che ha ospitato il terzo appuntamento del ciclo “Notturni en plein air”, organizzato dalla Giovine Orchestra Genovese. Eccellente protagonista del concerto, il pianista russo venticinquenne, Dmitry Yudin, vincitore, nel 2024, del secondo premio al Concorso Geza Anda.

Yudin, che questa sera sarà a Cervo nell’ambito del Festival Internazionale di Musica da Camera, ha entusiasmato la platea evidenziando ineccepibili doti tecniche e interpretative. Totale controllo della tastiera, perfetta pulizia nel fraseggio, il giovane artista ha una tavolozza di colori estremamente ampia, un approccio al suono variegato e una notevole duttilità nelle dinamiche. Qualità messe al servizio di un programma particolarmente complesso.
Yudin non si è certo risparmiato, aprendo la serata con la trascrizione elaborata da Busoni della Ciaccona per violino solo dalla Partita n. 2 di Bach. Un’opera di una difficoltà estrema nella quale l’intricato discorso contrappuntistico bachiamo viene da Busoni sviluppato in un respiro “orchestrale” che richiede una padronanza della tastiera assoluta.
Travolgente per concezione e fluidità la lettura di Yudin che ha poi affrontato due pagine poco frequenti nei programmi dei concerti, come la Suite Napoli di Poulenc e Roman Sketches op. 7 del compositore statunitense Charles Griffes. Lavori incentrati su un colorismo d’effetto, in una scrittura elegante che la lettura di Yudin ha messo nel giusto rilievo.

Dopo Griffes, Yudin, alquanto provato dal caldo (oltre a quello percepito da tutta la platea, anche quello provocato dal riflettore sparato sulla sua testa) si è concesso una pausa, ha lasciato in camerino la giacca ed è tornato al pianoforte in camicia: scelta felice perché anche l’ultimo brano del programma (Années de pelerinage: Italie di Liszt) non era certo una passeggiata.
Il grande compositore ungherese accosta momenti di profondo lirismo a scatti passionali che sfidano i limiti della tastiera per ampiezza e potenza di suono.
Yudin ha mostrato una ammirevole fantasia interpretativa, sostenendo la pagina con rigore e passionalità, senza eccessi plateali e senza mai compromettere la qualità del suono.
Applausi, come si è detto prolungati che hanno spinto Yudin a concedere ben tre bis.
