Sollima e Maestrini, bel successo a Cervo

Grande successo ieri sera al Festival Internazionale di Musica da Camera di Cervo che ha ospitato il violoncellista Giovanni Sollima, in duo con la pianista Carlotta Maestrini.

Violoncellista e compositore di fama internazionale, Sollima non è solo uno straordinario virtuoso del suo strumento. E’ un artista curioso, aperto a ogni esperienza musicale e capace di trasformare qualsiasi programma di concerto in un  appassionante “racconto” fatto di suoni, ma anche di una gestualità altamente comunicativa. Il violoncello diventa parte di sé, lo abbraccia, lo avvolge tanto che il suono (e che suono!, potente, vibrante) sembra non uscire solo dalla cassa armonica dello strumento, ma da tutto se stesso.

E poi, Sollima sa “disorientare” la platea con scelte coraggiose ma vincenti. Ieri sera, ad esempio, ha aperto con la trascrizione di Kashmir, brano di successo dei Led Zeppelin. Lavoro aggressivo, affrontato con forte temperamento cui Sollima, brillantemente accompagnato dalla giovanissima pianista Maestrini, ha legato la lettura della Sonata op. 5 n. 2 di Beethoven. I Led Zeppelin, dunque, apparentemente lontanissimi dal genio di Bonn, si sono trasformati in mano a Sollima in una sorta di “introduzione” poetica e appassionata insieme, a una delle pagine fondamentali della letteratura violoncellistica di primo Ottocento.

Poi Sollima e Maestrini hanno eseguito tre pagine di “casa Sollima”, una elegante e cantabile Aria del padre Eliodoro e due composizioni dello stesso violoncellista: un raffinato tema tratto dal film Il bell’Antonio e la Sonata 2050 che nella sua curiosa architettura riflette assai bene il pensiero dell’autore. Sollima, infatti ha tratto spunto per i tre movimenti da due temi beethoveniani e da alcune battute di un Preludio di Bach elaborando il tutto con estrema fantasia e perizia. Splendido, in particolare, il terzo movimento. Finale all’insegna dell’Alternative metal con Chop Suey dei System of a Down (S.O.A.D.).

Esecuzioni trascinanti da parte di Sollima e della Maestrini che ha saputo supportare l’arco con puntualità evidenziando qualità interessanti per tecnica e controllo del suono.

Applausi incontenibili e un bis “alla Sollima”. Ispirandosi al gruppo Sigur Ros Sollima e Maestrini hanno attaccato Ara Batur, invitando il pubblico a intervenire  da un certo momento in poi cantando la elegante melodia o parafrasandola a piacere. Così è stato, con un inizio strumentale, una breve fase centrale fra voci del pubblico e i due strumenti e un finale con le sole voci del pubblico mentre i due strumentisti lasciavano il palco!