PercFest 2026, trent’anni di jazz in riva al mare.

Dal 17 al 21 giugno Laigueglia festeggia un traguardo prestigioso: la trentesima edizione del PercFest, la manifestazione ideata e diretta dal contrabbassista Rosario Bonaccorso che dal 1996 porta nella Riviera ligure grandi protagonisti del jazz internazionale, trasformando il borgo affacciato sul mare in uno dei più riconoscibili punti di riferimento europei per la cultura jazzistica e delle percussioni.

Cinque giorni di concerti, seminari, incontri, jam session e attività didattiche celebreranno trent’anni di musica e di scambi culturali. Un anniversario particolarmente significativo per un festival che ha saputo mantenere intatta la propria identità pur rinnovandosi costantemente.

«È una emozione ancor più grande pensare al PercFest in quel lontano 1996 e a come sia cresciuto come atto d’amore qui a Laigueglia, dove da trent’anni ha trovato la sua casa ideale», scrive Bonaccorso nel saluto ai partecipanti. Il direttore artistico ricorda inoltre il legame profondo con il fratello Giuseppe Bonaccorso, in arte Naco, storico maestro delle percussioni al quale il Memorial è dedicato e la cui eredità artistica continua a vivere nello spirito della manifestazione.

La serata inaugurale di mercoledì 17 giugno sarà uno dei momenti più significativi dell’intera edizione. Sul palco salirà infatti la cantante giapponese Masumi Ormandy (nella foto di copertina) insieme agli Italian Jazz Stars, una formazione all stars composta da alcuni tra i più autorevoli e apprezzati musicisti della scena jazz italiana: Dado Moroni al pianoforte, Emanuele Cisi al sax tenore, Fulvio Sigurtà alla tromba, Raphael Scinia alla chitarra, Rosario Bonaccorso al contrabbasso e Nicola Angelucci alla batteria. Un ensemble di assoluta eccellenza che rappresenta al meglio il jazz italiano contemporaneo.

Il concerto assume un particolare valore simbolico poiché inaugura un nuovo ponte culturale tra il PercFest e il Giappone. Per l’occasione è inoltre attesa a Laigueglia la presenza dell’ambasciatore giapponese in Italia, testimonianza dell’importanza istituzionale dell’evento e del significato culturale che questo incontro musicale rappresenta.

La figura di Masumi Ormandy è di per sé straordinaria. Oggi ultratottantenne, la cantante giapponese è diventata un esempio internazionale di passione e perseveranza artistica. Dopo una lunga carriera nell’insegnamento e nella divulgazione culturale, ha intrapreso una seconda vita professionale nel jazz raggiungendo una notorietà internazionale in età avanzata. Ha studiato il linguaggio jazzistico tra Giappone e Stati Uniti, approfondendo la propria formazione anche a New York con la cantante americana Roseanna Vitro, e continua ancora oggi a esibirsi in inglese, italiano, spagnolo e giapponese.

Il suo percorso artistico ha attirato l’attenzione della critica internazionale anche perché il successo è arrivato quando molti musicisti hanno già concluso la propria carriera. Masumi Ormandy ha infatti inciso il suo primo album jazz da protagonista a 77 anni e ha continuato negli anni successivi a pubblicare nuovi lavori e a esibirsi tra Giappone, Europa e Stati Uniti, diventando un simbolo di come la musica possa rinnovare continuamente il percorso umano e artistico di una persona.

Nell’ambiente musicale giapponese è conosciuta con il soprannome di “Sunshine”, un nome che riflette l’energia, l’ottimismo e la vitalità che ancora oggi porta sul palco. Non sorprende quindi che Bonaccorso l’abbia scelta come madrina ideale di questo nuovo dialogo culturale tra Tokyo e Laigueglia.

La serata inaugurale proporrà poi con un altro appuntamento di assoluto rilievo: il duo formato dal leggendario percussionista indiano Trilok Gurtu e dal violinista Carlo Cantini, protagonisti del progetto “Future Direction”, un affascinante incontro tra jazz, world music, tradizione indiana ed elettronica contemporanea.

Il programma proseguirà con il quintetto di fiati Koro Almost Brass dedicato alle musiche di Thelonious Monk e Kurt Weill, il Danny Grissett Trio proveniente dalla scena newyorkese, il tributo a Les McCann con Dado Moroni, Alberto Marsico e Alessandro Minetto, il Travel Notes Quartet di Rosario Bonaccorso con ospite Fabrizio Bosso, il tributo ad Ahmad Jamal firmato dal Roberto Tarenzi Trio, il progetto “We Love Chet” di Enzo Pietropaoli dedicato a Chet Baker, la grande Percussion’s Reunion in omaggio a Naco e, infine, il Roberto Gatto Quintet con “Tribute to Miles Davis 100”, concerto conclusivo dedicato al centenario della nascita del grande trombettista americano.

Accanto ai concerti serali, il PercFest conferma la propria vocazione didattica attraverso numerosi corsi gratuiti di batteria e percussioni affidati a musicisti di fama internazionale come ElladeBandini, Roberto Gatto, Harald Rüschenbaum, Nicola Angelucci, Francesco Ciniglio, Marco Faddae molti altri protagonisti della scena contemporanea. Un patrimonio culturale che continua a rendere il festival un luogo di incontro, formazione e crescita musicale per appassionati e giovani musicisti.

A trent’anni dalla prima edizione, il PercFest continua così a raccontare il jazz come linguaggio universale, capace di unire culture, generazioni e sensibilità diverse. E forse nessuna immagine rappresenta meglio questo spirito della presenza di Masumi Ormandy: una cantante giapponese ultratottantenne che attraversa il mondo per condividere la propria musica in un piccolo borgo della Riviera ligure, ricordandoci che l’arte non conosce confini geografici né limiti anagrafici.