Buona prova a Nervi dei giovani danzatori del Bayerisches Junior Ballett di Monaco in un’antologia di autori contemporanei

Il penultimo appuntamento del Nervi International Ballet Festival ha messo in luce i giovanissimi danzatori del Bayerisches Junior Ballett di Monaco di Baviera (età compresa tra i 17 e i 20 anni). Hanno presentato “Maestri contemporanei”, una breve antologia del loro repertorio, in cui l’evidenza maggiore era l’offerta di stili di balletto, dal neoclassico all’astratto, dall’ironico all’autoriale. Una piccola vetrina in linea con gli intenti fondativi: quando la compagnia junior fu fondata nel 2010, l’intenzione era di favorire lo sviluppo artistico dei danzatori in un ampio spettro di stili coreografici, con balletti spesso creati appositamente per loro. A presentare e a raccontarli lo stesso direttore della compagnia Ivan Liška, che è apparso sul palco tra un brano e l’altro anche per dare modo agli interpreti (una quindicina in tutto) di poter cambiare costume di scena. Ne è uscito un simpatico approccio tra palco e pubblico, che ha supplito agli onori di casa che in questa edizione sono al momento mancati da parte di istituzioni locali.

Lo spettacolo ha avuto inizio con il lirico “Bach-suite 3” una miniatura coreografica di John Neumeier su musiche di Bach, il brano più “antico” (1981) presentato dalla compagnia. Neumeier, presente tra il pubblico, ha avuto così modo di apprezzare come una giovane compagnia al di fuori del suo ex grande balletto, quello di Amburgo di cui lo scorso anno ha lasciato la direzione artistica, possa altresì cimentarsi in un lavoro raffinato quanto tecnico, che mette insieme forza, concentrazione, dinamismo ed equilibri che portano quasi alla sospensione del movimento. Una serie di assoli molto ben eseguiti, duetti e momenti di insieme, qui a volte qualche mancato sincronismo, e al centro un pas de deux interpretato da Rebecca Rudolf e Lars Philipp Gramlich sulla celebre Aria sulla quarta corda. In un adagio rallentato all’estremo, i due interpreti sospesi come figurine in equilibrio a ritagliare movimenti, frammentare immagini per lasciare più spazio alla musica.

Contrasto musicale ma di meno effetto rispetto quanto previsto per la coreografia seguente,Night on Bald Mountain- Una notte sul Monte Calvo” di Eric Gauthier su musica di Modest Musorgskij. Una coreografia dinamica per cinque coppie che ha offerto una performance ricca di sfumature in un linguaggio neoclassico. Correlata al primo brano la composizione del cast: entrambe le prime due coreografie presentate sono eseguite per cinque coppie, entrambi i lavori sono stati presentati, e quindi sono entrati nel repertorio della compagnia, per una matinée della Fondazione Heinz-Bosl al Teatro Nazionale di Monaco di Baviera il 14 aprile 2024.

Al centro della serata una piccola delizia per gli occhi, “Songs of wayfarer” di Jiří Kylián, uno dei maestri del balletto del 900. La coreografia nata nel 1982 per il Nederlands Dans Teater che all’epoca dirigeva, si ispira alla partitura di Mahler e ricorda le opere precedenti, più neoclassiche, del coreografo. Anche qui si mettono in evidenza le caratteristiche specifiche dello stile Kylián, con dinamici fraseggi e sequenze dove i danzatori acquisiscono una qualità di movimento inconfondibile. Di Kylián nel festival di antica forma del 1983 si poterono ammirare due fra le sue iconiche creazioni, “Simphony of Psalms” e “Dream Dances” eseguiti dal Nederlands Dans Theater.

 

La compagnia in Devil’s Kitchen, foto Marcello Orselli

 

 

Gli ultimi due brani presentati hanno dato una sterzata sia allo stile coreografico sia a quello musicale: “3/4 Preludes “su musiche di George Gershwin e in conclusione “Devil’s Kitchen” di Marco Goecke su alcune canzoni dei Pink Floyd. Il lavoro di Siegal, creato appositamente nel 2016 per i giovani danzatori di Monaco e impostato sui famosi “Three Preludes” di George Gershwin, traduce in movimento ogni singola nota musicale. Piacevole quintetto composto da due danzatrici e tre danzatori, in una dinamica ed effervescente sequenza di brani che occhieggiano a uno stile musical fermamente ancorato all’esecuzione classica. Il conclusivo brano di Goecke è stato quello in cui visibilmente gli interpreti hanno potuto dimostrare le estreme peculiarità richieste oggi a un danzatore: non solo tecnica ed espressione, ma anche capacità interpretativa, calarsi cioè in quanto di più bizzarro, appariscente e debordante un coreografo può richiedere. “Devil’s Kitchen”, privo di una trama narrativa, è nato interamente dal processo creativo condiviso con i giovani ballerini di Monaco di Baviera, colonna sonora tre brani celeberrimi dei Pink Floyd: Shine on you crazy Diamond (1975), Wish you were here (1975) e Dogs (1977). Un’occasione in cui i giovani danzatori sono stati stimolati a scatenare la loro emotività, vulnerabilità e scoperta artistica, restituendo una danza frenetica e a tratti isterica, troppo reiterata in un compiacimento eccessivo.

L’appuntamento conclusivo della manifestazione è per domenica 27 luglio con il Gala Mario Porcile, sempre al Teatro ai Parchi di Nervi, ore 21,15.