Nell’elegante e austero Salone di Rappresentanza di Palazzo Tursi sulle pareti laterali opposte si guardano i ritratti di Colombo e di Marco Polo. Due grandi viaggiatori del passato che hanno, sia pure in maniera differente, allargato gli orizzonti del mondo proiettando l’Europa a occidente e a oriente. Quale sala migliore, dunque, per celebrare un altro intrepido viaggiatore come è stato Niccolò Paganini che se non ha scoperto nuove terre o aperto nuovi canali commerciali, certamente è stato un europeista “ante litteram”: nel suo incredibile tour (degno di una rockstar del nostro tempo, ma certamente più faticoso per le modalità degli spostamenti e la mancanza di una equipe in appoggio) ha attraversato l’Europa (Austria, Germania, Polonia, Belgio, Francia, Inghilterra, Scozia, Irlanda) portando ovunque la propria arte, il proprio talento, influenza generazione di musicisti e imponendo un “modello” di virtuoso che sarebbe stato imitato non solo dai violinisti, ma anche dalla scuola pianistica romantica, a cominciare da Liszt.
La cerimonia

Paganini, dunque, grande protagonista. E ieri pomeriggio, nel Salone di Rappresentanza, ha avuto luogo, nell’ambito dell’Ottobre Paganini, la cerimonia di consegna della certificazione del Consiglio d’Europa alla European Paganini Route (EPR).
Istituiti nel 1987, gli itinerari culturali sono oggi una quarantina: di questi solo due sono dedicati ad altrettanti musicisti, uno a Mozart e l’altro, ora, a Paganini. Un riconoscimento di alto valore che riconosce la già citata importanza della figura del grande violinista ma anche e soprattutto la validità del progetto che da Genova si è esteso a vari Paesi europei creando una rete fitta di istituzioni legate dall’interesse per Paganini.
All’incontro di ieri, aperto dall’assessore alla cultura del Comune Giacomo Montanari, sono intervenuti Rui Gomes (direttore dell’istituto europeo degli itinerari culturali), Maria Giusi Luprano (funzionario responsabile U.O. Attività del Consiglio d’Europa), Nicola Costa (Presidente dell’European Paganini Route), Daniele Biello (in rappresentanza della Regione) e Michele Trenti (manager dell’European Paganini Route).

“Paganini – ha detto Gomez – è la rappresentazione, la sublimazione della perfezione nell’arte che è condivisa da tutti nel periodo in cui l’Europa stava cambiando. Il fatto che si sia esibito in così tanti Paesi ha un significato molto forte”
“Le biblioteche, i musei esistono da tanto tempo – ha aggiunto Maria Luprano – Gli itinerari culturali sono invece un fenomeno nuovo e nascono già europei. La forza di Paganini sta proprio nell’essere un patrimonio europeo. Ed è importante che la centralità organizzativa sia italiana, qui a Genova. Ora, raggiunto il riconoscimento, inizia una storia nuova con la necessità di approfondire la rete e creare scambi”.
Il concerto

La giornata si è conclusa la sera con un brillante concerto per il quale è stato concesso l’utilizzo del violino Vuillaume, copia del Cannone, custodito a Tursi e che, come ha spiegato Michele Trenti, si è inserito perfettamente nel contesto dell’EPR. Protagonisti sono stati infatti Mario Hossen, violinista, creatore a Vienna di una “Associazione Paganini inserita nella rete dell’EPR; pianista, Patrick Dheur, organizzatore della mostra “Paganini incontra Ysaye” che è stata inaugurata pochi giorni fa a Liegi.
Il programma offriva una antologia di pagine legate alla scuola italiana (Paganini e Sivori) e a quella franco-belga (Franck, Ysaye e lo stesso Dheur). Esecuzioni inappuntabili per l’affiatamento fra i due artisti e per le loro qualità individuali.
Pubblico folto e calorosi applausi finali.
