Applausi per i Suoni dal Novecento

Quando si parla di produzione musicale genovese in genere ci si limita a Paganini, alla tradizione del trallalero e alla scuola dei cantautori. Una visione decisamente limitante perchè in tutti i secoli Genova ha alimentato esperienze artistiche di notevole rilievo che meriterebbero maggiore attenzione.

In questa ottica, il “Centro Paganini” ha deciso quest’anno di aprire il proprio ciclo di appuntamenti primaverili con un concerto dal titolo “Suoni dal Novecento genovese”, dedicato, appunto, a tre compositori nati nella nostra città e che hanno svolto un ruolo di primo piano nel contesto culturale degli ultimi decenni, in campo creativo, esecutivo, didattico e organizzativo: Luigi Cortese (1899-1976), Massimiliano Damerini (1951-2023) e Federico Ermirio (1951-2023).

L’iniziativa realizzata in collaborazione con gli “Amici del Teatro Carlo Felice e del Conservatorio Niccolò Paganini”, Palazzo della Meridiana, Festival Sibelius e OPA, e inserita nella stagione degli “Amici di Paganini” (di cui il Centro è una emanazione) si è svolta ieri pomeriggio a Palazzo della Meridiana.

Caterina Viziano con Roberto Iovino

 

È stata un’occasione per ascoltare pagine raramente eseguite: un programma particolarmente vario per gli organici coinvolti e per le atmosfere evocate dalle singole partiture.

Dopo i saluti della padrona di casa, Caterina Viziano, Roberto Iovino e Giulia Ermirio hanno introdotto i tre autori.

Giulia Ermirio e Roberto Iovino

Poi, le esecuzioni.

Maurizio Cadossi ha proposto Encore III per violino solo di Federico Ermirio, una pagina di forte tensione emotiva risolta in una scrittura che alterna episodi di particolare aggressività ritmica a pause di più contenuto lirismo.

Di Luigi Cortese il pubblico ha potuto ascoltare i raffinati Due canti persiani che risalgono al 1932 e si ispirano a due testi del poeta persiano Omar Khayyam, tradotti in italiano dallo stesso Cortese. Interpreti sono state Elena Belfiore, canto, Nicole Olivieri, flauto e Caterina Picasso, pianoforte.

La stessa Picasso con Dario Bonuccelli ha proposto immediatamente dopo Incubo sull’oceano per pianoforte a quattro mani, brano in cui Massimiliano Damerini ha reso omaggio nel 2012 alle vittime del Titanic nel centenario dell’affondamento del celebre transatlantico. La destinazione spiega l’articolazione del brano: un pianista suona frammenti di valzer e di altre danze, mentre l’altro lavorando direttamente sulle corde evoca i colpi della nave nel ghiaccio, fino al tragico silenzio finale.

Monica Elias e Lucio Cuomo hanno poi eseguito le tre eleganti Liriche di Ermirio da Jorge Luis Borges.

Dal repertorio strumentale da camera di Cortese è stata scelta la Sonata per corno e pianoforte riletta con belle soluzioni da Elisa Bognetti e Dario Bonuccelli.

Infine, chiusura all’insegna dell’ironia con Quattro in delirio per quartetto d’archi di Damerini, che si inserisce in una idea creativa avviata tempo prima da Damerini con Time machine. Inizialmente per voce e pianoforte e poi per voce, quartetto d’archi e pianoforte, Time machine è un viaggio nel tempo fra falsi d’autore, da Monteverdi a Mozart, dalla canzone italiana anni ’60 a Berio fino alla bossa nova. In Quatto in delirio l’idea è analoga ma protagonista invece della voce femminile è un quartetto che passa da un finto Haydn al rock anni Settanta a Ravel fino a un Mambo anni Cinquanta in cui gli strumentisti sono anche chiamati a urlare a tempo un “hu” come all’epoca di Perez Prado. Brillante esecutore del brano il Quartetto di Genova forma da Yesenia Vicentini e Filippo Taccogna, violini, Teresa Valenza, viola e Carola Puppo, violoncello.

Sala affollatissima e calorosi applausi per tutti gli interpreti.