Grande entusiasmo ieri a Cervo dove per il Festival Internazionale da Camera si è esibito Stefano Bollani.
Il poliedrico artista è stato il simpatico protagonista di due distinte performance.
L’incontro con il pubblico
La mattina alle 11 nell’Oratorio di Santa Caterina, Bollani ha incontrato un folto pubblico nell’ambito di una interessante iniziativa varata quest’anno dalla organizzazione del Festival che prevede una serie di incontri fra alcuni artisti ospiti del cartellone, giovani studenti delle scuole del territorio e spettatori interessati.
Bollani ha da sempre un grande feeling con la platea e lo ha ancora una volta confermato. Un’ora e mezzo di domande e risposte, di riflessioni sulla musica ma anche di aneddoti divertenti. Parole alternate ad esempi musicali che hanno spaziato dalla Quinta di Beethoven al jazz nel consueto magico stile di Bollani che passa con naturalezza da una composizione a un’altra, imprimendo sempre il marchio della propria personalità.
Il concerto
Lo stesso feeling con la platea, naturalmente, la sera.
Bollani ha presentato il suo nuovo spettacolo Piano Solo Tour con il quale è in tournée da diversi mesi nei principali teatri e sale da concerto d’Italia dopo le prestigiose anteprime del 2024 fra cui i concerti alla Chamber Music Hall di Berlino, alla Kirche Neumünster di Zurigo e al Conservatorio G. Verdi di Milano nell’ambito del festival JAZZMI.
Un concerto senza scaletta né schema fisso in cui ogni sera la musica prende forma dall’improvvisazione.
“In genere il pomeriggio del concerto – aveva spiegato l’artista nell’incontro mattutino – mi preparo una scaletta che in genere poi non rispetto perché faccio altro. Questa volta non me la preparo neppure”.
Tecnica incredibile, un controllo del suono assoluto, una conoscenza enciclopedica di tutta la produzione musicale passata e presente, Bollani al pianoforte incanta e stupisce ogni volta. Il recital di ieri è stato un saggio di improvvisazione di altissima classe. Preso un tema (il primo è stato la celebre canzone francese Le foglie morte) l’artista ci ricama sopra, lo elabora, lo trasforma e nel trasformarlo lo fa diventare altro incrociando altre canzoni o addirittura altri temi classici. Così La Marianna va in campagna diventa la Quinta di Beethoven o Cogli la prima mela o ancora Yesterday.
I Beatles ieri hanno costituito una sorta di Leit motiv: Bollani ha proposto anche Imagine e My sweet Lord e nell’accostarsi al quartetto di Liverpool ha scelto sempre sonorità tenui, sognanti che andavano lentamente a spegnersi. Un omaggio sempre delicato, in punta di piedi.
Il pezzo forte dei recital di Bollani è però tradizionalmente collocato al termine della serata quando l’artista invita il pubblico a indicare dieci brani che poi verranno da lui eseguiti in un collage straordinario, Ieri il pubblico si è scatenato passando dai Black Sabbath a Michael Jackson, da Paolo Conte a Vasco Rossi, da Tico Tico agli Aristogatti. E Bollani ha costruito un discorso musicale straordinario (i bassi cupi dei Black Sa Baghdad sotto il tema degli Aristogatti) ha cantato Disney e Vasco Rossi alla Paolo Conte: un capolavoro.
Pubblico entusiasta, tutti in piedi ad applaudire e Bollani ha regalato ancora due bis. Uno comico: una parodia degli U2 (With or without you) con un testo opportunamente modificato (il gatto di casa morto spappolato, che farò senza il mio gatto) in un crescente patetismo fino alla richiesta al pubblico di cantare tutti insieme “miao miao”; e infine una elegante fantasia di temi di Nino Rota.
Spettacolo indimenticabile.
