Sempre più spesso, per far fronte alle carenze del mondo produttivo culturale, i giovani musicisti si inventano “manager” di se stessi (sulle orme, se vogliamo, di Paganini), dando vita a stagioni artistiche o ad associazioni finalizzate a instaurare un rapporto diretto con una platea.
E’ il caso, ad esempio, della “Nuova Fucina Musicale”, associazione creata tre anni fa da tre compositori genovesi, Paolo de Jorio, Salvatore Padula e Gabriele Petouchoff con lo scopo, appunto, di offrire a giovani colleghi la possibilità di far sentire le proprie musiche, maturando pertanto una fondamentale esperienza di confronto con i colleghi e con il pubblico.
Ieri sera l’Associazione ha organizzato un concerto nella Chiesa di Sant’Antonio a Boccadasse. Titolo della serata: Requiem, una preghiera in memoria dell’11 settembre 2001. Un programma, dunque, ispirato a una tragedia che ha cambiato la storia dell’ultimo quarto di secolo e che è naturalmente ancora viva in tutti noi: negli occhi conserviamo indelebile l’immagine terribile di quell’aereo che perfora la Torre, evidenziando tutta la nostra fragilità di fronte a un insensato terrorismo.
Il clou del concerto era costituito da due composizioni nuove di Paolo de Jorio e di Matteo Camponero: rispettivamente, Caro m’è’l sonno e Requiem, preghiera per l’11 settembre.
I due lavori per coro a cappella rimandano alla tradizione polifonica del nostro Cinquecento cui si era ispirato, ad esempio, nel Novecento, nella sua fase giovanile, Goffredo Petrassi.
Elegante nella conduzione delle parti la pagina di de Jorio.
Articolato e di forte impatto emotivo il brano di Camponero che mostra una lodevole maturità costruttiva ed espressiva. Il Requiem alterna elementi contrappuntistici a sezioni omoritmiche, si fa apprezzare per l’equilibrio con cui si muovono le singole voci, in un gioco polifonico assai calibrato e strutturato. Si avverte inoltre un lavoro attento sulla parola e sul rapporto drammaturgico fra testo e musica.
L’esecuzione delle due composizioni è stata ineccepibile da parte del complesso vocale “Il Concento” (Sara Minoggio e Luisa Bagnoli, soprani, Valeria Pittaluga e Ilaria Scano, contralti, Alessio Daga e Ivan Ulardzic, tenori, Andrea Lanzola e Giancalo pezzi, bassi) fondato e diretto con intelligenza da Luca Franco Ferrari.
Nella prima parte della serata si erano ascoltate pagine sacre per voce e organo e per solo organo di Pergolesi, Vivaldi, Johann Sebastian Bach, Ferrandini: esecutori applauditi dal folto pubblico il mezzosoprano Ilaria Scano dalle belle potenzialità vocali e il giovane e preparato organista Arturo Dal Bianco.
