Piace Britten a Martinafranca

Felice debutto, nei giorni scorsi, della prima rappresentazione italiana a Martinafranca di Owen Wingrave, opera in 2 atti su libretto di Myfanwy Piper di Benjamin Britten da un racconto di Henry James.  Rappresentata per la BBC TV nel 1971 e al Covent Garden due anni dopo. Non sempre ben disposto all’ascolto del compositore britannico in campo operistico, devo ammettere che sia il racconto che la musica coinvolgono e seducono lo spettatore dal primo all’ultimo minuto.  Il “focus” del lavoro, il giovane del ruolo del titolo, è l’esempio concreto dell’odio della guerra, delle armi con tutto il carico di violenza e di morte che ne consegue. Dall’altra parte, quella “conformista” una famiglia che da generazioni è “militarista” convinta della necessità e della vocazione a difendere la patria con le armi. L’atmosfera magnetica dell’orchestra che associa il drammatico tremolo degli archi alla irruzione delle nutrite percussioni e ottoni è più di uno sfondo, è parte attiva della tensione emotiva che si genera nel giovane, lacerato dagli obblighi familiari e dalla sua vocazione alla non violenza. Ciò che Britten riesce a raccontare con questa musica è lo scontro di due ideali non negoziabili con la diplomazia. Il feroce nonno supermilitarista, supportato dai familiari che vogliono convincere Owen a combattere e la fermezza pulita di un giovane che ama la vita. Il duello che si configura finirà a danno di Owen , che , non si sa come, perderà la vita in una stanza della vecchia casa di famiglia dove era morto un suo familiare. La amante stessa di Owen , Kate, spingerà il ragazzo a coricarsi in quella stanza maledetta nella speranza che cambi idea, da dove non uscirà più vivo.  La musica di Britten disegna con grande sensibilità  l’orrore della guerra e delle divisioni .Grande intensità e pathos dell’orchestra dell’Accademia della Scala, in stato di grazia, trascinata dal direttore Daniel Choen e dall’eccellente primo violino Naoki Sato, ottimo Aeneas Humm nel ruolo di Owen, di buon spessore la Kate  Julian nel ruolo di fidanzata del protagonista, Kristian Lindroos nel ruolo del moderato confidente di Owen e ottimo il coro delle voci bianche diretto da Angela Lacarbonara. Applausi convinti e meritati