Il 27, numero magico, risultato di 33, è anche il numero di Paganini, nato il 27 ottobre e morto il 27 maggio. Intorno a queste due date si concentrano in genere le manifestazioni dedicate all’illustre Genovese. Quest’anno tali iniziative avranno un peso del tutto particolare.
Intanto, la giornata di ieri realizzata dagli Amici di Paganini insieme all’Orchestra Paganini e all’European Paganini Route con il contributo di Fondazione Carige e con il supporto di Bper Banca e del Comune, si è articolata in due momenti distinti.
La conferenza e il riconoscimento
Nel pomeriggio nel Palazzo Doria Carcassi, sede della Fondazione Carige (e sede anche del Premio Paganini), si è tenuta una conversazione della musicologa Maria Rosa Moretti che con il contributo del liutaio Alberto Giordano si è soffermata su un aspetto poco noto della figura paganiniana, il suo commercio di strumenti. Punto di partenza un inventario trovato dalla studiosa e relativo ai beni reperiti nella csa di Nizza al momento della morte del violinista. Fra i materiali inventariati, anche numerosi strumenti sui quali si è concentrata l’attenzione della Moretti. E’ noto che specialmente negli ultimi anni di vita Paganini si dedicò al commercio e al collezionismo di archi di pregio. Nelle sue lettere ad amici (in particolare Merighi) ricorrono spesso richieste di acquisto soprattutto di Guarneri e di Stradivari.

La Moretti ha approfondito il tema giungendo poi alla conclusione che il celebre quartetto Stradivari che fino ad oggi lo si riteneva appartenuto a Paganini (e di proprietà attualmente di una società nipponica) non è stato interamente del Genovese: almeno due degli strumenti non corrisponderebbero a quelli citati nell’inventario stesso.

Nell’occasione della conferenza è stato consegnato il riconoscimento “Una vita per Paganini” allo studioso tedesco Andreas Lange autore di una attenta ricerca sulla tournée del Genovese in Europa.
Vadim Brodski mattatore
La sera il concerto ha visto tornare a Palazzo Tursi Vadim Brodski, straordinario violinista ucraino che nel 1984 aveva partecipato al Premio Paganini. Allora esisteva l’Unione Sovietica che selezionava i concorrenti da inviare ai concorsi in Occidente e li mandava in delegazioni compatte e controllate. Brodski viveva già in Polonia, si presentò come sovietico ma agì da “battitore libero” il che creò qualche problema a livello politico. Il primo premio quell’anno non venne assegnato e Brodski, talento straordinario, ottenne il secondo premio davanti a Reiko Watanabe una giapponesina di talento che in quegli anni partecipò più volte entrando sempre in finale, ma senza riuscire a scrivere il proprio nome nell’albo d’oro del Concorso.
Ieri sera, a 76 anni, accompagnato magnificamente dalla pianista Clarissa Carafa, Bordski ha ancora una volta sorpreso il pubblico per la tecnica e per il suono. Violinista estroverso, ama fare spettacolo e trascinare la platea. Nel giorno consacrato a Paganini, Vadim Brodski potrebbe sembrare l’incarnazione del Genovese per uno stile esecutivo assolutamente libero, ineccepibile sul piano della intonazione, elastico nello stacco dei tempi, persuasivo negli slanci lirici.

Anche la scelta del programma è andato nella direzione di Paganini che spesso nelle sue Accademie non proponeva partiture intere, ma movimenti presi da opere differenti e assemblate in maniera diversa da sera a sera. Brodski ha aperto infatti con due movimenti dalla Sonata per violino solo in sol minore di Bach aggiungendo però un accompagnamento pianistico nel Presto. Poi è passato a Beethoven con l’Allegro dalla Sonata op. 24 (“Primavera”). E, a seguire, il Cantabile e il Capriccio n.1 di Paganini, “Tema e variazioni” di Perosi (una pagina in pratica inedita), la Sonata n. 2 di Ysaye incentrata sul tema del “Dies irae” e infine la virtuosistica “Polacca brillante” di Wieniawski. Poi i bis. E dopo la suggestiva “Meditation” da “Thais” di Massenet, a Brodsky e alla Carafa si sono aggiunti gli strumentisti dell’Orchestra Paganini per accompagnare il violinista nella “Zingaresca” di Sarasate e, in conclusione, cantare con lui il tema suggestivo di “La vita è bella”. Successo calorosissimo e meritato.
L’Ottobre Paganiniano
La ricorrenza del 27 maggio è diventata anche l’occasione per annunciare la nascita di “Ottobre Paganini”, la nuova rassegna d’autunno che, con la regia del Comune di Genova, vedrà per la prima volta tutti gli attori del territorio collaborare in modo integrato e sinergico.
«Oggi, nel giorno in cui ricordiamo la scomparsa di Niccolò Paganini, Genova fa un passo avanti decisivo e concreto per valorizzare e attualizzare la sua straordinaria eredità artistica e culturale — ha spiegato l’assessore alla Cultura Giacomo Montanari — Con Ottobre Paganini non stiamo semplicemente presentando un cartellone di eventi, ma diamo vita a un vero e proprio progetto strategico a lungo termine. Il cuore di questa operazione è l’istituzione di un tavolo di programmazione permanente: un’infrastruttura culturale inedita che a sistema tutte le nostre eccellenze musicali, dal Teatro Carlo Felice al Conservatorio, fino alle realtà associative del territorio, superando la logica degli interventi isolati per fare squadra”.
La vera novità della rassegna è dunque la creazione di un tavolo permanente che riunisce per la prima volta: il Concorso Internazionale di Violino Premio Paganini, la Fondazione Teatro Carlo Felice, il Conservatorio N. Paganini, la GOG – Giovine Orchestra Genovese, l’Associazione Amici di Paganini, il Centro Paganini per la Ricerca e la Didattica, la EPR – European Paganini Route, l’OPA – Orchestra Paganini.
Dal 2 ottobre all’8 novembre, Genova si vestirà di musica e atmosfere paganiniane. Tutti gli eventi saranno gratuiti, ad eccezione degli appuntamenti già inseriti nei cartelloni istituzionali del Teatro Carlo Felice e della GOG.
Il festival toccherà i luoghi storici del centro ma si estenderà anche a Ponente, fino al Teatro Akropolis e al Teatro Verdi di Sestri Ponente, proponendo concerti, conferenze e masterclass internazionali, ma anche laboratori per bambini, flash mob e happening itineranti nelle piazze e nelle stazioni, con gli allievi del Conservatorio e artisti di strada.
Non mancheranno le visite guidate e le speciali proposte enogastronomiche del “Gusto Paganini”, in collaborazione con Camera di Commercio e Genova Gourmet.
Gli highlights del programma 2026

Il cartellone autunnale racconterà a 360° la prima rock star ante litteram della storia della musica. Tra gli appuntamenti di spicco già confermati:
-I tre vincitori del Premio Paganini: i concerti esclusivi di Kevin Zhu (2018), Giuseppe Gibboni (2021) e Giovanni Angeleri (1997).
-L’integrale per chitarra: l’esecuzione delle 38 Sonate per chitarra sola di Paganini, divisa in quattro serate.
-Il Convegno internazionle (8 e 9 ottobre) dal titolo L’arco di Paganini. Genesi, eredità e trasformazioni del violinismo europeo.
Turismo culturale: itinerari suggestivi nei luoghi del musicista, valorizzati dal recente inserimento della European Paganini Route tra gli itinerari ufficiali del Consiglio d’Europa.
