Nervi, il bilancio di Jacopo Bellussi

E’ calato domenica sera ai Parchi il sipario sul nuovo festival del Balletto. Dopo anni di cartelloni ibridi, si è tornati all’antico con una manifestazione interamente dedicata alla danza. L’esito è stato globalmente positivo come ha in generale rilevato la stampa accreditata (si leggano le recensioni scritte per questo giornale dalla nostra critica Monica Corbellini) nonostante le difficoltà in cui si è dovuto muovere il direttore artistico Jacopo Bellussi fra carte bollate e repentini cambi alla guida del Carlo Felice (tutti ricordano assai bene la conferenza stampa ufficiale tenutasi al Carlo Felice senza la partecipazione dell’allora sovrintendente Orazi e dell’allora direttore artistico Conte!). E’ tempo dunque di bilanci e di riflessioni sul futuro.

Bilancio che per il genovese Bellussi, in procinto di passare il mese prossimo al Balletto di Montecarlo come primo ballerino, è assolutamente positivo: “Siamo finalmente tornati a un Festival solo di danza come era anni fa. Il pubblico ha apprezzato molto, in platea ho sentito parlare diverse lingue, segno che abbiamo avuto anche spettatori stranieri e del resto ho ricevuto molte chiamate dall’estero di colleghi e specialisti del settore che si congratulavano per quel che stavamo facendo”.

-Quando negli anni Cinquanta il Festival è stato creato da Porcile, era una manifestazione unica: ai Parchi si potevano ammirare per la prima volta compagnie mai arrivate prima in Italia e si poteva fare raffronti fra stili ed esperienze diverse. Ora i tempi sono cambiati, ci sono molte rassegne. Ha senso ancora un Festival del genere?

“Credo proprio di sì. Nervi deve tornare ad essere quello di Porcile, ovvero proporre creazioni nuove: non solo un museo, ma un luogo di crescita e di conoscenza. Già quest’anno, ad esempio con il Ballett Kiel, abbiamo presentato qualcosa di nuovo”

-Rifacendoci ancora al passato, quando Porcile creò il Festival il nuovo Carlo Felice non c’era: ora la Fondazione lirica ha un palcoscenico ben strutturato, in grado di accogliere qualsiasi spettacolo e le opinioni a questo punto sono differenti. Chi opta per mantenere il Festival a Nervi, chi pensa che sarebbe meglio portarlo al Carlo Felice. Cosa ne pensa?

“Perché non usare tutti e due i palcoscenici come abbiamo fatto quest’anno? “Romeo e Giulietta” ai Parchi è uno spettacolo imperdibile, il fascino di quello spazio è unico. Ma lo spettacolo di Lucia Lacarra con le proiezioni aveva bisogno della tecnologia del Carlo Felice e l’abbiamo portato lì. Possono insomma coesistere sulla base delle esigenze delle singole produzioni.

-Un appunto. Nessuno spettacolo con l’orchestra…

“L’avrei voluta anch’io!  Da ballerino assicuro che danzare con la musica dal vivo dà altre emozioni. Ma lo spazio attuale di Nervi non consentiva l’utilizzo dell’orchestra e spostare ”Romeo e Giulietta”  al Carlo Felice sarebbe stato un peccato….”

-Per il futuro?
“Il mio contratto riguardava l’attuale edizione. Certo di idee ne ho tante per il futuro, ma la mia permanenza non dipende da me. Ora, mi prendo un periodo di vacanza e me ne vado al mare. E’ stato un periodo davvero intenso. Poi si vedrà…”