“Amo i personaggi comici. Mi ci trovo benissimo!”. Lo sostiene Francesca Benitez. La simpatica cantante lirica ligure è impegnata in questi giorni a Bologna per una bella e complessa edizione di “Candide” di Bernstein, ispirato al testo di Voltaire.
“E’ una produzione del Comunale di Bologna – spiega l’artista – in realtà abbiamo provato e debuttato nelle scorse settimane a Triste con notevole successo di pubblico. E ora nella prossima settimana faremo quattro recite qui”.
“Candide” capolavoro assoluto del grande compositore e direttore d’orchestra statunitense viene in genere proposto in varie edizioni: “Qui – spiega la Benitez – si è scelta la versione originale con tutti i dialoghi naturalmente in inglese e senza alcun taglio. Uno spettacolo impegnativo per noi sul palcoscenico e per il pubblico in platea: durata circa tre ore e venti minuti! Ma alla fine il pubblico è sempre contento perché la musica di Bernstein è straordinaria”.
Benitez interpreta il personaggio di Cunegonda: “E’ la protagonista femminile, colei di cui si innamora perdutamente Candide. Studiando questa figura femminile mi è venuta in mente Adina. Anche in questo caso la ragazza insegna come amare, è il punto di riferimento per l’amato che è un bamboccione un po’ come Nemorino. Quello che è stupefacente nel lavoro è che siamo in un contesto comico, le occasioni per ridere sono tante, eppure si raccontano situazioni orribili: la povera Cunegonda viene violentata, venduta, diventa schiava, ma il tutto scorre lieve in quello che Pangloss considera il migliore dei mondi possibili…”
Francesca Benitez è stata applaudita al Carlo Felice in questi ultimi anni in diversi allestimenti: “Boheme” nel 2019, “Béatrice et Bénédict” e “Vedova allegra” nel 2022.
“Sono diventata cantante lirica quasi per caso – racconta – a 14 anni facevo la vocalist in un gruppo. Un amico mi ha consigliato di farmi ascoltare da una insegnante di canto. Io non avevo alcun interesse per l’opera e i miei genitori erano terrorizzati dall’idea che mi dedicassi a questa professione così incerta! Poi però la passione è arrivata e anche i miei sono felici di quel che faccio”.

Una carriera, va detto, non facile: “Per noi artisti italiani è un periodo difficile. Se potessi tornare indietro, comunque, ci penserei bene ma probabilmente rifarei la stessa strada. Oppure cercherei alternative, ma sempre in teatro. “Candide” mi ha aperto un mondo: qui dobbiamo recitare, ballare oltre che cantare. Ecco, mi piacerebbe ampliare il mio raggio d’azione. E magari studiare regia per entrare dentro il teatro anche da un altro punto di vista”.
In un prossimo futuro Francesca Benitez è attesa da due impegni di rilievo: “Sarò a Taormina per “Carmina Burana” e poi farò parte del cast della “Cecchina” a Bari al Petruzzelli per un allestimento particolare nel trecentesimo anniversario di Piccinni: sarà il mio debutto in un ruolo en travesti e sono molto curiosa di vedere che effetto mi farà!”.
